Nuovi percorsi a Palazzo Mocenigo

Da novembre 2013 Palazzo Mocenigo a Venezia si ripresenta in grande spolvero dopo lavori di restauro che l’hanno reso protagonista di un progetto di riallestimento, supportato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna e dal Comune di Venezia, con la supervisione scientifica del Maestro Pier Luigi Pizzi – architetto, regista, scenografo e costumista di fama internazionale – e sotto la direzione scientifica di Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia e la curatela di Chiara Squarcina, responsabile del Museo.

Il museo di Palazzo Mocenigo è stato oggetto di un eccezionale intervento conservativo che ha consentito di recuperare non solo i principali elementi architettonici e strutturali, ma anche gli antichi arredi e i mobili, i fastosi affreschi, gli stucchi e i marmorini, i preziosi pavimenti e gli infissi. Il nuovo layout, che oggi coinvolge diciannove sale al piano nobile del palazzo, ripropone le suggestioni di un’abitazione nobiliare veneziana del XVIII secolo e l’evolversi delle tendenze della moda, del costume e del tessile.

Nelle sale così rinnovate sono collocate nuove tappezzerie, fedeli a quelle originarie, ma con una cromatura cangiante, appositamente realizzate da Rubelli – Venezia, così come i tessuti dei tendaggi. L’intervento ha inoltre permesso di riportare all’antico splendore un centinaio di dipinti e centocinquanta tra abiti e tessuti, provenienti sia dalle raccolte di Palazzo Mocenigo – Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume che dalle altre sedi della Fondazione Musei Civici di Venezia. Sono quindi esposti vetri provenienti dal Museo del Vetro di Murano, dipinti con soggetti storici e celebrativi veneziani, ampolle e antiche attrezzature di laboratorio del Museo Correr, e antichi merletti del Museo di Burano. Lungo il nuovo itinerario del museo, i visitatori potranno così ritrovare l’atmosfera dell’originario ambiente settecentesco e avere un quadro degli usi e costumi dell’epoca, grazie anche a spazi espositivi dedicati al nucleo più importante di tessuti, capi d’abbigliamento e accessori del XVIII secolo del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume.

Ad arricchire il nuovo percorso, un’inedita proposta museografica che riguarda la storia del profumo e delle essenze, affidato a MAVIVE SpA, partner principale di questa straordinaria operazione di recupero e valorizzazione della sede museale. In questo modo MAVIVE intende ribadire e valorizzare il legame storico fra Venezia e il profumo integrando il percorso museale con manufatti antichi, tra cui il prezioso manuale di cosmetica “I Notandissimi Secreti de l’Arte Profumatoria” (G. Rosetti, Venezia 1555), primo ricettario dell’Occidente, e preziosi erbari provenienti dal Museo di Storia Naturale di Venezia, tra cui il celebre Erbario Mattioli. Partecipa al progetto anche la nota casa essenziera tedesca Drom, che fornisce supporto tecnico e scientifico per le installazioni sul profumo e mette a disposizione la sua straordinaria collezione di Flaconi Storp (una delle più importanti al mondo, con oltre 2.500 oggetti da esposizione e pezzi databili fino al 2.000 a.C.). Questi ambienti, completamente restituiti a funzione museale, vengono destinati anche a luogo di formazione didattica, grazie a vere e proprie “stazioni olfattive” che accompagnano i visitatori nell’approfondimento della storia del profumo e delle essenze attraverso i propri sensi. Al progetto partecipano anche Cosmetica Italia (ex Unipro), l’associazione delle imprese italiane di cosmetica, con il prestito del proprio fondo bibliotecario, la realizzazione di un video documentario, il supporto didattico e il reperimento di materiale storico, la Camera di Commercio di Venezia, con un importante contributo economico, e il Master in Scienza e Tecnologia Cosmetiche e Centro di Cosmetologia della Università di Ferrara, che fornisce consulenza scientifica e organizzerà seminari e corsi olfattivi.

 

Anita Pezzotta

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