Erasmus, un’esperienza che ti cambia la vita..

Erasmus, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students (no, non è uno sciogli-lingua), è il programma universitario che permette agli studenti europei di trascorrere un periodo di studio all’estero.
Il nome deriva dall’umanista e teologo olandese Erasmo da Rotterdam (XV secolo), che viaggiò diversi anni in tutta Europa per conoscere e comprendere le differenti culture e la sua opera più conosciuta è Elogio alla follia. 

Dopo aver fatto questa introduzione alla Super Quark (scommetto che nel vostro cervello è scattata la famosa musichetta) con la benedizione di Piero Angela, vorrei fare anche io un Elogio, non alla follia ma all’Erasmus. 

Anno: 2012
Età: 24 anni
Studi: Liceo linguistico, Commercio estero, Management Finance and International Business (ENG) presso l’Università degli Studi di Bergamo.
Esperienze all’estero: 7 giorni di scambio culturale in 3° liceo a Le Man (Francia), 7 giorni di gita scolastica a Siviglia in 5° superiore, 3 giorni di fiera del vino (come hostess, non come bevitrice) a Londra al terzo anno di università. Totale =  giorni 17.

17 giorni all’estero in 24 anni. Una bazzecola se pensiamo che la prima ondata di globalizzazione è avvenuta tra il 1840 e il 1914 (praticamente più di 100 anni fa) quindi sarei dovuta essere figlia dell’Europa, nipote del mondo, residente in aereo. E invece nulla. Il solo pensiero di mettere il piedino (misura 41) fuori dalla mia comfort zone mi terrorizzava: se non riesco? se non mi accettano? se mi trovo male? se fallisco? se non ci capisco una mazza?

E poi la svolta: non ne potevo più della quotidianità, ero diventata intollerante (non al lattosio) alle persone che mi circondavano, ai luoghi che frequentavo, ai discorsi che sentivo. Come puoi “thinking out of the box” se la tua box non la apri?
Se in più tua madre usa come mantra “se non ci vai da sola ti ci mando io a calci” e un tuo amico di università, reduce già da un erasmus, ti ripete “Zano, non puoi non fare questa esperienza visto che hai la possibilità” mi sono detta “sai che c’è di nuovo? (vi evito la parolaccia) me ne vado.. Addiosss (con il gesto di Cannavacciuolo, altrimenti non rende)!”

Ed è così che è cominciata l’AVVENTURA! Mai scelta fu più azzeccata.
Non ho mai faticato così tanto (perché le cose semplici a me non piacciono e decido di andare a farmi il mazzo alla School of Business and Economics di Maastricht (Olanda), una delle più toste a livello Europeo) ma ne è valsa davvero la pena!
Ho imparato a vivere, confrontarmi, mettermi in gioco, reagire alle difficoltà, farmi valere (donna, italiana, studente erasmus = un mix letale), capire gli altri e farmi capire, amare un posto che non fosse casa mia ma che poi lo è diventata, aprire gli occhi su una realtà che non è unica ma splendidamente variopinta!

Mi rivolgo quindi a tutti gli studenti: se avete la possibilità, PARTITE, mettetevi in gioco, perché un’occasione simile non vi ricapiterà!

L’ Università degli Studi di Bergamo, che si è posizionata tra le migliori 100 giovani università nel mondo secondo il Times Higher Education (ebbene si, sono di parte), ha appena pubblicato diversi bandi di concorso per l’assegnazione di Borse di Studio Universitario, Contributi per la Mobilità Internazionale e Premi di Laurea agli studenti iscritti nell’a.a. 2017/2018 (ulteriori dettagli a questo link).

E se avete bisogno di consigli/ supporto morale da una sorella maggiore, scrivete!

You have only to start your adventure!

Silvia Zanotti

maastricht maas uni maas ponte

 

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