Le buone abitudini del lunedì mattina in ufficio: caffettino?

Chi di noi, non appena varca la soglia dell’ufficio il lunedì mattina, non pensa immediatamente (e la maggior parte delle volte lo esprime ad alta voce per traviare i colleghi): “caffettino?”.

E ci sono diversi modi per farlo:

  • la mitica moka, per chi ha la fortuna di avere un parte d’ufficio dedicata alla cucina;
  • la macchina per il caffè americano, che ritrovi in qualsiasi telefilm American style e che quindi non puoi non avere perché “fa figo!” ma che dopo aver bevuto una volta capisci il perché Lorelai Gilmore di Una mamma per amica  lo accompagna alle patatine fritte, e ritorni al “Espresso, what else”;
  • La macchina con le cialde, di qualsiasi forma e colore, tanto carina e tanto funzionale;
  • e il caffè solubile, visto come eresia per gli intenditori di caffè.

Ma avete mai pensato da cosa sono fatte le cialde? Beh, io che sono una sostenitrice dell’ambiente le ho letteralmente smontate, dopo aver letto svariati articoli riguardanti l’inquinamento da capsule da caffè.
Abbiamo l’involucro, fatto da una miscela di alluminio e plastica (difficile da riciclare e quindi da buttare nell’indifferenziato), un filtro in plastica, del tessuto che contiene il caffè e il caffè.
E se pensiamo che, secondo le statistiche, ogni giorno nel mondo sono bevute più di 2 miliardi di tazze di caffè (solo io ne bevo 4 al giorno) e che negli Stati Uniti circa il 13% della popolazione consuma ogni giorno una tazzina di caffè da una macchina in capsule (tranne Lorelai, perché lei ne sa), due mani nei capelli non ce le leva nessuno!
E infatti Amburgo ha bandito l’uso delle capsule alla pubblica amministrazione, da inizio 2016, perché estremamente dannose per l’ambiente.

Cosa fare quindi, se vogliamo che il mondo non finisca domani?
Sicuramente ci sono delle valide alternative, come le cialde compatibili biodegradabili al 100% oppure i filtri (tipo moka) che le stesse macchinette hanno in dotazione, la moka (per chi non potesse utilizzare i fornelli, esistono in commercio anche quelle elettriche, e vi assicuro che fanno il loro dovere), o il caffè solubile.
Se al contrario non possiamo fare a meno delle cialde, magari per motivi di velocità (es. quando abbiamo dei clienti che non possono proprio aspettare) cercate di “smontarle” e di separare i diversi componenti.
Perché il fondo del caffè è utilissimo e si può riutilizzare come compost per le piante (sicuramente in ufficio ne avete almeno una per rallegrare l’ambiente), come sgrassatore naturale o come scrub per viso e corpo (ricordate di controllare che quelli in commercio non abbiano le palline fatte di plastica, altrimenti vanno nel mare, i pesci se le mangiano, e noi le mangiamo nel sushi!).

E vi prego, bevetelo in tazze che potete lavare.. non nei bicchierini di plastica!!!!

Il nuovo motto quindi è “salvaguardiamo l’ambiente, sbevazzando caffè in modo sapiente!”

Silvia Zanotti

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