Eventi: come e perché

Nell’ambito del contesto attuale, che registra un netto calo degli investimenti in comunicazione, gli eventi rimangono uno strumento amato al punto che il biennio 2014-2015 prevede una loro crescita. Complice di questa tendenza, probabilmente, la loro funzionalità intrinseca, ossia la possibilità di raggiungere target diversi, instaurando con essi un rapporto preferenziale e diretto attraverso il quale ascoltare le loro esigenze e comprendere le future tendenze di mercato. In altre parole, un tool per anticipare i bisogni, soddisfacendoli con practice proattive.

Ma quali sono i segreti per ideare e gestire eventi di successo, che rafforzino la reputazione e la visibilità di un brand? In primis, perché un evento funzioni, consentendo all’impresa di raggiungere i propri obiettivi e rappresentando un momento di efficacia comunicativa, deve rimanere impresso nella memoria del pubblico. Centrale, pertanto, il momento esperienziale in cui convogliano le intenzioni degli organizzatori con le aspettative di chi fruisce: sempre più lontano da una mera azione fine a se stessa, l’evento deve suggestionare, emozionare e affascinare il fruitore. Deve indurlo a sognare, a straniarsi per un istante dalla realtà e dalle semplici logiche di mercato.

Oggigiorno i social network fanno una parte da leone in tal senso. Un evento, infatti, per sua natura è un momento aggregativo, interattivo, di scambio e confronto. I social media, pertanto, sono il veicolo più idoneo per trasformare un evento nell’evento, scalfendone la memorabilità. Le due dimensioni di un’iniziativa – fisica e virtuale – risultano così strettamente connesse al punto che l’interazione online si deve tradurre in una logica di reciproco e concreto scambio. Implicitamente legato a quanto appena detto, è la mappatura dell’evento rispetto al pubblico a cui si deve relazionare, al fine di sviluppare le azioni più consone e coerenti a rivolgersi ad esso con puntualità, pertinenza e precisione. Il tutto condito da note emozionali e suggestive, che accompagnino il fruitore in un viaggio esperienziale tanto immaginifico quanto reale.

 

Anita Pezzotta

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