Francine Mury – Le tracce del guardare

Pagine silenziose da contemplare, dove la pratica del monotipo rafforza e ribadisce il momento esclusivo di fissazione del senso, l’esemplare unico stampato con il torchio. Questo lo spirito racchiuso ne Le tracce del guardare, cinque portfolio con 12 pagine ciascuno di Francine Mury stampati in monotipo (monos/unica e typo/traccia) nell’ atelier di Giorgio Upiglio nel 2013 e accompagnati dai testi di Irene Bignardi.

Un connubio ideale di immagini e testi, volto all’esaltazione della forza espressiva in tutta la sua forza.

I disegni di Francine Mury, dal colore dominante del giallo zafferano, sono uniti a testi che Irene Bignardi racconta così: “Forse per contrasto con la concretezza della lingua che si usa nel mio mestiere (sono una giornalista), mi ha sempre incantato la leggerezza. La capacità di dire, o di rappresentare, o di dar vita, a idee, invenzioni, immagini anche serie, anche solide, anche importanti, ma con quel tocco speciale che le rende impalpabili e imprendibili, che le fa volare via e che pure le lascia attorno a te. E’ questo che mi ha incantato nelle immagini che crea Francine: la poesia, la leggerezza, il tocco magico del colore. E che mi ha convinto a tentare, io, da sempre solo ed esclusivamente praticante della solidità e della tangibilità della prosa giornalistica, la strada della leggerezza del verso.”

Francine Mury, nata a Montreux, vive in Canton Ticino. Fin dai suoi esordi privilegia la ricerca sul colore e la forma, carte, libri d’artista, intesi come la trascrizione di stati mentali. Consegue diversi premi, come la Borsa Aeschlimann di Berna e il Premio Svizzero dell’incisione. Presidente di Visarte, Associazione Professionale Arti Visive in Ticino dal 2010 al 2013. Ha esposto presso il Kunstmuseum, Berna, Fondazione Corrente, Milano; Musée d’Ethnographie, Ginevra; Galerie Kornfeld, Zurigo; Dominikaner Kloster, Francoforte; Galerie C.Klein, Darmstadt; Istituto Svizzero, Roma; Galleria Arte Moderna Ammann, Locarno; Spazio officina, Chiasso; Museo Cantonale d’Arte, Locarno; Graphisches Kabinett ETH Zurigo; Ikonen-Museum, Francoforte.

Irene Bignardi, vive tra Roma e Venezia. Scrive per la Repubblica dalla fondazione. E’ stata inviato culturale e critico cinematografico, scrive per le pagine culturali e per il Venerdì, settimanale della Repubblica. Ha diretto le Notti Veneziane per Gillo Pontecorvo, il MystFest e il Festival di Locarno, e ha insegnato Storia del Cinema allo IUAV di Venezia. Tra altre pubblicazioni, ha firmato per Feltrinelli Memorie estorte a uno smemorato e Le piccole utopie, e per Marsilio Americani, Storie di Cinema a Venezia e Brevi incontri.

 

Anita Pezzotta

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