Gillo Dorfles. Ieri e oggi

“Una delle cose che mi ha sempre interessato e mi interessa di più è studiare la persona, l’uomo come è, le sue virtù, i suoi difetti. […] Sono sempre stato curioso del mondo; credo che dipenda unicamente dal grande interesse che ho sempre avuto e ho tuttora verso il prossimo. Il prossimo mi interessa più di me stesso, per fortuna”. (Gillo Dorfles, Catalogue raisonné, Mazzotta, 2010)

Da queste poche righe trapela lo spirito di Gillo Dorfles, poliedrica personalità del panorama artistico e culturale contemporaneo al quale la Fondazione Marconi dedica la mostra “Gillo Dorfles. Ieri e oggi” per i suoi 104 anni. Artista ma anche docente di estetica, filosofo e critico d’arte, Gillo Dorfles è testimone diretto dell’evoluzione artistica del ‘900 che l’ha visto coinvolto in prima linea. Già nella prima metà degli anni ’30 si dedica alla pittura, focalizzandosi su composizioni surreali ottenute con la tecnica della tempera grassa all’uovo, utilizzata dai maestri del Quattrocento. Il suo stile risulta slegato da qualsiasi schematismo geometrico e dalle regole di un astrattismo fine a se stesso. La sua opera pittorica, infatti, trae ispirazione dall’intima necessità di manifestare le immagini che gli affiorano alla mente e di visualizzare le espressioni consce e inconsce che gli si affacciano. Nel 1948 fonda il MAC (Movimento Arte Concreta), mentre nel 1958 è la volta dell’insegnamento, degli studi di estetica e critica d’arte nonché dell’attività di scrittore. Sono gli anni in cui si sviluppano movimenti come la pop art e l’arte povera che, seppur interessanti agli occhi di Gillo Dorfles come critico d’arte, risultano molto distanti dalla sua sensibilità di pittore, tanto da indurlo ad allontanarsi dalla scena artistica cui ritornerà solo dopo gli anni ’80.

E proprio a questi ultimi trent’anni la Fondazione Marconi dedica la mostra, concentrandosi su una produzione che vanta una cospicua serie di tecniche miste su cartoncino (pennarello, acrilico, acquarello), ceramiche e sculture che l’artista esegue con rinnovata ispirazione. Esposte 30 opere tra acrilici su tela, ceramiche e una scultura di grandi dimensioni, realizzata quest’anno con smalti policromi. Si ritrovano le atmosfere inquiete e grottesche (Capovolgimento, 1993), le figure metamorfiche delineate dall’intensità del nero (L’orecchio di Dio e Simbiosi di esseri, 1996), i tipici personaggi emblematici, ora inquietanti e indagatori (Due simbionti, 2008), ora ironici e giocosi (Il giocoliere, 2006).

Anche nei recentissimi acrilici su tela (Circonvoluzione, 2011; Strega marina, 2012; Letargo, 2013) riappare lo stesso mondo immaginario di Gillo Dorfles, popolato da forme pure e primitive derivate da un repertorio già delineato nel passato. Nuovi esseri poliformi, a metà tra mondo animale, umano e vegetale, riemergono in un perenne processo di evoluzione. La linea rimane protagonista assoluta degli inverosimili percorsi dettati solo dalla fantasia, dunque dalla natura interiore dell’artista, a ulteriore conferma che quella di Gillo Dorfles è una pittura libera e istintiva e che, come tale, incuriosisce e sorprende.

Le sue opere sono pervase da una rara capacità di coinvolgere lo spettatore nel piacere di cercare e ritrovare in essa quel misterioso mondo interiore che è in ciascuno di noi e che, distratti da sollecitazioni esterne, purtroppo tendiamo a dimenticare. Sono lavori intriganti e stimolanti che ci riconducono alle essenze della vita, a percezioni lontane vissute a livello conscio e inconscio, con sorprendente e compiaciuta curiosità.

 

Gillo Dorfles. Ieri e oggi

Fondazione Marconi, via Tadino 15 Milano


Fino al 22 febbraio 2014

Orari: martedì-sabato 10.00 – 13.00; 15.00 – 19.00

Ingresso gratuito

 

Anita Pezzotta

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