Indagine sui consumatori globali e sullo sviluppo del retail per l’alto di gamma

Lo scorso 28 gennaio a Milano il convegno Altagamma Consumer and Retail Insight ha presentato due studi che fanno luce sul futuro del settore e sulle sue dinamiche.

Il True Luxury Global Consumer Insight, condotto per la prima volta con BCG su un panel di 40.000 intervistati in oltre 20 Paesi, è focalizzato sul consumatore di alta gamma. L’Altagamma Retail Evolution, realizzato insieme ad EXANE BNP Paribas, analizza l’evoluzione e le prospettive delle strategie retail delle imprese.

La presentazione delle ricerche, preceduta dall’intervento del Presidente di Altagamma, Andrea Illy, è stata seguita da un panel che ha visto gli interventi di Antonio Achille (Managing Director, BCG), Stefano Agostini (Presidente, SanPellegrino), Alberto Baldan (CEO, Rinascente), Elena Barolo (Blogger, Affashionate), Armando Branchini (Vice Presidente, Fondazione Altagamma), Andrea Buccellati (Presidente, Buccellati), Fabio Gnocchi (Direttore Commerciale, Brunello Cucinelli), Luca Solca (Managing Director Global Luxury Goods, Exane PNB Paribas).

Il nuovo consumatore globale al centro dell’indagine True Luxury Global Consumer Insight si rivela più vicino ai valori intrinseci e attento alla provenienza dei prodotti. Un consumatore globe trotter, che ricerca l’esperienza d’acquisto anche al di fuori del proprio paese. Molto sensibile al passaparola e ai social media, con una forte propensione all’Advocacy. Un consumatore ormai immerso nel mondo digitale che utilizza in maniera massiccia sia per ricercare informazioni e comparare prezzi che per stabilire un punto di contatto e scambio con i brand; il punto vendita rimane centrale, con caratteristiche diverse in base a età e paese.

Lo studio prende in considerazione un target di circa 380 milioni di consumatori, focalizzandosi su una élite di 32 milioni di consumatori “Core” del lusso, con spesa media annua di 30.000 euro, evidenziandone la multiformità nei comportamenti di acquisto e nelle modalità di ricerca e di condivisione delle tendenze.

Tra le evidenze:

–       La crescita del settore del lusso nella prossima decade sarà di natura prevalentemente organica (2/3 del totale) e vedrà il consumatore “al centro“, quale motore principale di questo fenomeno. 380 milioni di consumatori del lusso che spendono oggi circa 730Bn€ in lusso personale e esperienziale, diventeranno 440 milioni nel 2020 con una spesa complessiva che raggiungerà gli 880Bn€. La crescita sarà prevalentemente guidata dai consumatori “core” con 10 milioni di nuovi consumatori al 2020 e un mercato accresciuto di 85Bn€;

–       Dallo studio emergono 7 trend generali che avranno un impatto significativo sul settore a livello globale nella prossima decade, interessando la maggioranza della popolazione dei consumatori “Core” del lusso;

–       Conoscere il consumatore diventa quindi fondamentale per tutte le aziende del lusso. Ma i comportamenti, le abitudini, le aspirazioni non sono più prevedibili sulla base delle tradizionali variabili sociodemografiche, è necessario valutare in dettaglio gli aspetti attitudinali e comportamentali. Da questo esercizio “nascono” 12 profili univoci di consumatori di cui 8 globali, 2 specifici per paese e 2 per genere. Le leve da utilizzare per assicurarsi successo includeranno l’evoluzione del concetto di negozio monomarca verso una customizzazione per paese e generazione; un focus sulla qualità e l’esclusività per garantire la difesa e lo sviluppo del brand a livello globale; l’advocacy come pilastro portante di una strategia di comunicazione Omni-media efficace; il canale digitale quale controparte del canale fisico in un’ottica sempre più integrata e un approccio realmente omni-channel; il made in Italy come un asset fondamentale su cui costruire lo sviluppo di un brand a medio e lungo periodo.

L’Altagamma Retail Evolution, basata su ricerche empiriche e sull’elaborazione dei dati pubblici di un centinaio di aziende tra quotate e non, per un totale di 12.500 punti vendita, ha sottolineato l’importanza dello sviluppo retail per la crescita delle imprese, mostrando come i brand di alta gamma si siano progressivamente trasformati in retailers. Nel retail l’imperativo è aumentare la produttività di ogni singolo negozio, elemento che varia in funzione della categoria di prodotti, della forza del brand e delle dimensioni del negozio stesso.

Per quanto concerne le previsioni, nel 2020 la distribuzione diretta aumenterà dal 31% al 40% del totale, mentre il franchising calerà dal 10% al 6%, i department store dal 23% al 19%, il wholesale resterà al 36%.
Il consumo di beni di alta gamma per la persona si prevede aumenterà dai 217 miliardi di euro di oggi a 310 (di cui 44 in distribuzione online).
I punti vendita monomarca (12.500 nel 2013, cresciuti negli ultimi sette anni al tasso composto medio annuo del 4,34%), diventeranno 16.000 (tasso del 3,6% rispetto al 2013).

 

Anita Pezzotta

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