Steve McCurry si racconta

Steve McCurry, celebre fotoreporter americano dal geniale obiettivo, si racconta. E lo fa attraverso il volume “Steve McCurry. Le storie dietro le fotografie”, che offre uno sguardo inedito sul dietro le quinte del suo lavoro. Focus del libro, l’esplorazione del modo in cui uno dei grandi maestri della fotografia del nostro secolo trova, scatta e selezione le sue intense e inconfondibili immagini. A scandire il ritmo della narrazione figurata, 14 fotoreportage, realizzati in tutto il mondo nel corso della sua lunga carriera: da questi trapelano le storie di cui McCurry è stato testimone così come altre da lui cercate con fatica e devozione e altre ancora apparse davanti ai suoi occhi inaspettatamente. Dal Pakistan alla Cina, dall’India all’Afghanistan, attraverso l’area montuosa dell’Himalaya, dal Nepal all’Australia, dall’Indonesia al Bangladesh, fino allo Yemen o in Kuwait, il centro di ogni scatto è l’uomo radicato nel proprio contesto d’origine, ossia nella sua vita sociale, nelle sue abitudini, nei drammi, nei sogni e in tanta imponente natura. Ogni storia è illustrata con appunti, immagini, ricordi – messi insieme da McCurry durante i suoi lunghi viaggi – e circa 120 tavole fotografiche con i suoi lavori più significativi. Accanto alle foto per ogni reportage la pubblicazione presenta un vasto archivio formato da materiali non fotografici, molti dei quali inediti: oggetti, diari, documenti, come articoli di giornale, mappe, i lasciapassare iracheni per la stampa, ecc. Un libro fotografico, ma al tempo stesso storico, che spiega i particolari contesti in cui il reportage è stato effettuato, svelando molto dell’esperienza di McCurry e, contemporaneamente, di luoghi e culture lontani.

Le vicende raccontate abbracciano una vasta gamma di temi e soggetti, tra cui le ferrovie indiane (1983), gli effetti del monsone (1984) e gli eventi legati all’11 Settembre (2001). Presentati anche lavori meno noti, come quello sulle conseguenze ambientali della prima guerra del Golfo (1991) e sulla tribù hazara in Afghanistan (2007). Sono descritti, per esempio, la ricerca e il ritrovamento nel 2002 da parte di McCurry e di un team del National Geographic della famosa Ragazza afghana (che era stata sulla copertina della rivista nel 1985), Sharbat Gula, la cui identità era stata sconosciuta per 17 anni.

I suoi appunti, raccolti sul campo in situazioni talvolta entusiasmanti, talvolta estreme o pericolose, consentono di ottenere una narrazione critica, portando il lettore a cogliere gli spunti, le idee sulla ricerca, l’esperienza e gli eventi che si nascondono dietro ogni scatto e svelando, al contempo, una nuova e affascinante visione del lavoro del fotografo.

 

Anita Pezzotta

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