La Fondazione Furla ha presentato a Venezia il film “The Abramovic Method”

Moda e arte sono due discipline che spesso sono andate a braccetto, contaminandosi reciprocamente per quanto concerne visioni e interpretazioni. Notevoli, infatti, sono i casi di personaggi “presi in prestito” dal mondo dell’arte come fashion designer, così come l’istituzione di fondazioni da parte delle maison a tutela, valorizzazione e promozione dell’arte e dei talenti.

Tra queste, spunta il brand di pelletteria e accessori Furla che opera attraverso una propria fondazione presieduta da Giovanna Furlanetto. In occasione della 70esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha promosso un evento speciale all’interno delle “Giornate degli Autori”, presentando in anteprima il film-documentario The Abramović Method, diretto da Giada Colagrande e prodotto da Art + Vibes in collaborazione con Collateral Films e il sostegno, per l’appunto, di Fondazione Furla.

L’opera, da intendersi come un’esplorazione del potere di trasformazione della Performance Art e dell’importanza del rapporto con il pubblico, è stato girata tra il 21 marzo e il 10 giugno 2012 al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano quando Marina Abramović ha sperimentato per la prima volta il metodo su se stessa e sul pubblico durante una mostra-evento curata da Diego Sileo ed Eugenio Viola, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Milano e prodotta dal PAC e dal gruppo 24 ORE.

Al film, quindi, è stato affidato l’arduo compito di raccontare la prima volta che il “Metodo” è stato attuato e la conseguente trasformazione mentale e fisica dei partecipanti, scaturita dalla relazione diretta con l’artista e dall’esperienza della performance stessa. Nelle intenzioni dell’artista il film è diventato parte del “Metodo”: lo fissa nel tempo e offre l’opportunità di divulgarlo. “Nella mia esperienza, maturata in quaranta anni di carriera, sono arrivata alla conclusione che il pubblico gioca un ruolo molto importante, direi cruciale, nella performanceSenza il pubblico, la performance non ha alcun senso perché, come sosteneva Duchamp, è il pubblico a completare l’opera d’arte. Nel caso della performance, direi che pubblico e performer non sono solo complementari, ma quasi inseparabili, dichiara Marina Abramović.

Come nella performance originale, l’artista ha fatto rivivere a Venezia il suo “Metodo” attraverso le immagini del film trasmesse in tre proiezioni a inviti, introdotte dalla stessa Marina Abramović e dalla regista.

Il film “The Abramović Method” segna una nuova tappa della collaborazione tra Marina Abramovic e Fondazione Furla. L’artista, infatti, è già stata madrina del Premio Furla, che incorona i giovani artisti attivi in Italia, nel 2009.

 

Anita Pezzotta

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