Le Stanze del Vetro

Dici Venezia e in un attimo vedi sfilare la cultura in tutte le sue molteplici forme d’espressione, occhio di riguardo – ça va sans dire – ai frangenti artistici tout court intesi. Parlando d’arte, vi è una sfumatura che merita una menzione speciale: il vetro. Materiale versatile, dalle infinite potenzialità, multiforme e multicolore, stimolo per gli artisti a reinterpretarne l’anima e spesso gli utilizzi, da sempre affascina per il processo che porta alla sua creazione: un mix di artigianalità, tradizione e alchimia con cui vengono realizzati oggetti dall’impareggiabile senso estetico.

Un patrimonio, quello vetrario, di fondamentale importanza per Venezia, che da secoli vanta un indiscusso primato nella produzione di meraviglie vitree, oggetti d’arredo di prestigiosi saloni, dimore nobiliari, salotti bell’alta società. Una consapevolezza che la Laguna decide ora di celebrare con lo speciale progetto Le Stanze del Vetro, voluto dalla Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con l’istituto elvetico Pentagram Stiftung (che si occupa proprio di ricerca e tutela della cultura vetraria storica e contemporanea). Si tratta di un nuovo spazio espositivo permanentemente collocato in un ex magazzino napoleonico situato sull’Isola di San Giorgio Maggiore. Essenziale nella concezione strutturale, ma ricco di un pluriennale programma di mostre, volte a portare l’attenzione della critica e del pubblico sul lavoro degli artisti che nelle varie epoche si sono confrontati con il vetro.

La prima esposizione si allaccia idealmente alla Biennale d’Architettura ed è dedicata a Carlo Scarpa: architetto, ma in questo caso soprattutto designer e direttore artistico, dal 1932 al 1947, della celebre vetreria Venini. In mostra circa 300 opere, tra le quali alcuni pezzi unici e materiali dell’archivio della Maison, riscoperto di recente e oggetto d’importanti valorizzazioni. Grazie a un’attenta rilettura dei documenti si è potuto risalire con esattezza all’intera vicenda di Scarpa e ai suoi legami con Paolo Venini e i maestri artigiani, primo su tutti il maestro Fei, ripercorrendone i disegni, le sperimentazioni di nuove tecniche, le committenze e tutto quanto ha caratterizzato la sua attività. Come emerge dal saggio del curatore Marino Barovier “Nella fornace muranese Carlo Scarpa guarda tutto, è curioso e ha sete di sapere, vuole imparare a gestire la materia, a cambiarne l’aspetto, i colori, le forme e le tecniche”. Uno spirito visionario e interessato alla conoscenza approfondita della materia: lo stesso che fa da fil rouge all’intera esposizione che risulta essere così di grande coerenza, divenendo l’occasione per mostrare gli oggetti nella loro autentica preziosità, quasi fossero gioielli, in un dialogo continuo e inarrestabile con la loro storia e la loro relativa comparsa nelle Biennali e Triennali d’epoca. Vasi, piatti, ciotole e bicchieri sono raggruppati per tipologie: dai più antichi alle murrine romane, dai corrosi ai laccati, dalle mezze filigrane agli iridati. Fieri di un’oculata ed esaustiva scelta espositiva, spesso al manufatto è accostato il disegno di fornace originale di Scarpa, corredato di numeri, appunti e promemoria per gli artigiani vetrai: una magica commistione d’ideazione poetica e produzione concreta con cui restituire quindici anni di design e savoir-faire squisitamente veneziani.

Una mostra con la quale non solo si ricostruisce l’inestimabile repertorio di Scarpa, ma ci si spinge oltre il cosiddetto Catalogo blu di Venini degli anni ’40, dove erano stati raccolti i pezzi realizzati per le più importanti manifestazioni d’arte decorativa.

E se celebrazione del vetro deve essere, ecco pronto un calendario d’iniziative volto a valorizzare gli archivi e la ricerca scientifica: workshop, seminari, incontri, conferenze che completano e arricchiscono le mostre di spunti e contenuti interessanti, alle volte derivati, altre propedeutici. Ma non è tutto. Centrale a Le Stanze del Vetro è la valorizzazione a 360° del saper fare, inteso come abilità manuale, devozione artigianale, eredità di tradizioni e cultura, pionierismo verso tutto quello che risuona come sconosciuto, intraprendenza e lungimiranza. Una valorizzazione che caratterizza il filo conduttore delle mostre così come gli spazi restaurati, chiamati ad ospitare di volta in volta i vari allestimenti. Ogni dettaglio è firmato: falegnami e carpentieri, architetti e produttori di lampade sono riusciti a creare una sinergia di produzione, gran parte della quale made in Venice, complice un’ideale continuità con il modello creativo di Carlo Scarpa.

 

Anita Pezzotta

 

Carlo Scarpa. Venini 1932-1947

Le Stanze del Vetro – Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia

Fino al 29 novembre 2012

www.lestanzedelvetro.itinfo@lestanzedelvetro.it

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