“Made in Bergamo” a Londra

Bergamo si mette in rete e approda a Londra nell’ambito del Clerkenwell Design Week, una tre giorni – dal 22 al 24 maggio – dedicata al design con tanto di eventi, mostre e workshop. Una fiera che nel panorama internazionale si è tagliata un ruolo di rilievo come scouting di giovani talenti, lancio di nuove tendenze e luogo privilegiato d’incontro tra grandi nomi del design e nuove proposte. Un evento d’indubbia risonanza che vede la partecipazione di buyer provenienti da tutto il mondo, in una sinergica commistione di stili e culture: una vetrina più che internazionale – mondiale -, che favorisce il confronto e il dialogo tra le tendenze più svariate, spalancando così le porte a una fervida contaminazione d’ispirazioni e idee. Per una creatività allo stato puro, enfatizzata nella sua essenza dalle evocazioni culturali proprie dei protagonisti che vi prendono parte.

Una vetrina che quest’anno ha visto protagonista anche la nostra città – Bergamo – con un pool di otto realtà: dagli occhiali in legno Feb31st, azienda di Brembilla, ai mobili di Cartunia, firmati da Mario Mazzocchi, sulla scia di una corrente green che sta eleggendo il cartone principe indiscusso dell’arredo; dagli accessori moda in pelle pregiata di Maison Noir, brand della bergamasca Sara Mano, alle t-shirt, alle sciarpe, ai cuscini e alle tovagliette all’americana realizzati con i tessuti Honegger per Pigro; dalle piante in lattina di Microgiardini ai progetti di design del marchio Manzoni Design – che fa rivivere con Giacomo Manzoni i lavori più noti del padre Pio -, passando per le carte geografiche di Me Too, progetto dello studio Esprit architettura che ha creato veri e propri quadri magnetici per viaggiare con la fantasia, e il marchio Ricrearte di Sabrina Locatelli, attraverso il quale tappi, corde di feltro e lattine diventano tappeti, specchi e cornici.

A promuovere la partecipazione di queste otto realtà, “Made in Bergamo”: un progetto nato lo scorso anno per organizzarle sottoforma di rete, sulla scia della semplice considerazione che l’unione faccia la forza, soprattutto in momento particolare come quello attuale. Un’unione generata dallo slancio creativo del singolo che, armonizzato nelle note di fondo, contribuisce alla resa ottimale di una sinfonia creativa forte della sua identità locale ma seriamente improntata a una visione universale. Una doppia natura – radicamento territoriale e vocazione internazionale – con la quale affacciarsi con successo al mondo, certi delle proprie potenzialità e caparbi nelle proprie intenzioni. Mente del progetto Giacomo Cavalleri, art director dalle esperienze internazionali, cosmopolita quel tanto che basta per comprendere le potenzialità della creatività made in Bergamo al punto da volerla valorizzare con una realtà dedicata: da qui il progetto della rete e il debutto londinese. A dimostrare come alla base dell’affermazione vi sia una semplice idea, motore trainante di un processo virtuoso di operatività innovativa.

 

Anita Pezzotta

 

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